Nasce a Bagnara Calabra (RC) il 20 Settembre 1947, esattamente tre anni prima della sorella Loredana Berté. Trascorre l'infanzia nel maceratese (Porto Recanati) sviluppando una propensione assoluta nei confronti della musica e del canto. Dopo parecchie serate come vocalist e parecchi concorsi per voci nuove, nel 1962 convince la madre ad accompagnarla a Milano in cerca di un contratto discografico.Nel 1971 esce per la RCA Padre davvero, il primo brano pubblicato come Mia Martini e registrato col complesso La Macchina.Nel 1972 arriva la consacrazione vera e propria. Mia lascia la RCA per seguire Alberigo Crocetta alla Ricordi di Milano, dove riesce ad incidere Piccolo uomo (testo di Bruno Lauzi).Nel 1973 esce il capolavoro Minuetto (scritta di Franco Califano e Dario Baldan Bembo), probabilmente la sua canzone più venduta.Nel 1974 Mia Martini è considerata dalla critica europea la cantante dell'annoNel 1981, dopo una difficile operazione alle corde vocali, che ne modifica leggermente il timbro e l'estensione in favore di una voce più roca, Mia è decisa a proporsi anche come cantautrice, presentandosi con un look più discreto e maschile, lontano anni luce da quello eccentrico degli anni settanta.Nel 1982 arriva il vero rilancio discografico con la prima partecipazione di Mia al Festival di Sanremo, dove interpreta ancora una canzone scritta da Ivano Fossati, intitolata E non finisce mica il cielo. La qualità di un brano del genere, spesso destinato a non raggiungere il podio, viene comunque riconosciuta dai giornalisti con il prestigioso Premio Della Critica, istituito appositamente per lei.

Ma il mondo dello spettacolo la ostacola in modo sempre più insostenibile, per la fama che lega il suo nome ad eventi negativi, una meschina diceria sorta almeno dieci anni prima e divenuta insistente proprio nei primi anni ottanta. Invidia e stupidità da parte di colleghi e addetti ai lavori segneranno profondamente la sua esistenza, spingendola a rinunciare ad una grande carriera e ad un pubblico che non l'ha mai abbandonata.Sul finire del 1983 decide di ritirarsi dalle scene, organizzando al teatro Ciak di Milano un concerto con musicisti di prim'ordine che diventerà l'album Mia Martini dal vivo - Miei compagni di viaggio.Solo nel 1989, alcuni dei discografici che l'avevano seguita all'inizio (Lucio Salvini in particolare, e Giovanni Sanjust) potranno convincerla ad un grande rientro. La canzone Almeno tu nell'universo era stata scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972 (addirittura nella stessa settimana di Piccolo uomo), e rimasta nel cassetto anche perché un po' troppo avanti nei contenuti. Grazie all'interessamento di Adriano Aragozzini, allora direttore artistico del Festival di Sanremo, Mia Martini può gareggiare con questa canzone. Nel 1990 bissa al Festival di Sanremo il successo dell'anno precedente interpretando con la consueta classe un testo di Franco Califano, La nevicata del '56, per cui riceve ancora una volta il Premio della Critica. Nel 1992 è di nuovo in gara al Festival con il brano Gli uomini non cambiano, su testo di Giancarlo Bigazzi, uno degli autori più prolifici della musica italiana. Mia è passata dalla Fonit Cetra ad un'altra etichetta, la Polygram , che la obbliga a presentarsi alle selezioni per il Festival di Sanremo 1994. La canzone E la vita racconta viene scartata, ma è la stessa Mimì a non essere convinta del brano.

Il 14 Maggio del 1995, il corpo senza vita di Mia Martini viene ritrovato nella sua abitazione a Cardano al Campo (VA), dove si era trasferita per essere più vicina al padre. I motivi del decesso, avvenuto due giorni prima del ritrovamento, furono individuati in una crisi cardiaca causata da psicofarmaci.
Ecco a voi la canzone scartata nel 1994, per me forse la più bella canzone di Mimì.
E la vita mia vita racconta
si va con le correnti verso l’ignoto,
l’ignoto dei mutamenti.
E la piccola vita che danza dentro di me
come un coriandolo nell’infinito che c’è.
E ti manco come mi manchi
nell'anima e nei fianchi
frantumati come l’acqua dentro i pozzi.
E l’amore ci rimonta in tanti piccoli pezzi ma...
No! io non ho paura io so che ce la farò
bastera vivere ora per ora ora.
No! non avro’ paura e niente da perdere
io io voglio vivere ora per ora ora o...ora.
Le cose che ho da dirti
non hanno nome ne segno
e un vento impossibile
su queste vele di legno.
E ti manco come mi manchi e nell’anima e nei fianchi
questo amore e come il vuoto che ho qui dentro
cosi profondo e dolce come tutto il mondo.
No! io non avro paura niente da perdere
e sì io voglio vivere ora per ora ora.
No! io non ho paura io so che ce la farò
bastera vivere ora per ora ora...
...No! io non avro’ paura e niente da perdere
io io voglio vivere vivere ora ora ora.
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